giovedì 2 agosto 2012

La storia della Sapa

Ingresso dello stabilimento


La Sapa, che si trova in Adelfia, Strada Provinciale 83 Adelfia - Acquaviva delle Fonti km 2,4, era un’azienda che commercializzava concimi organici, posta sotto sequestro dai Carabinieri del N.O.E. nell’ottobre del 2005.







N.B.: L'articolo potrebbe presentare assenza di eventi o imprecisioni. Stiamo lavorando per renderlo il più completo ed affidabile possibile. Invitiamo i soggetti che riscontreranno imprecisioni o carenza di informazioni a farcelo sapere all'indirizzo adelfiaonline1@gmail.com. Grazie per la collaborazione.

- Il 18 novembre 2003, con nota prot. n.551, la ASL scrive al Sindaco: "A seguito del protrarsi di forti lamentele da parte dei Cittadini di Adelfia in merito al diffondersi di fumi ed esalazioni maleodoranti rivenienti dallo stabilimento "Sapa srl" di cui all'oggetto, in particolare nelle ore serali ed all'albeggiare, nella tarda serata del 17/11/2003 lo scrivente ha effettuato un sopralluogo nelle adiacenze dello stabilimento in questione accertando lo sprigionarsi di fumo denso e maleodorante dal camino del forno essiccatore con esalazioni che, a causa del concomitante, forte vento di scirocco, interessavano l'intero abitato di Adelfia. Tale situazione è fonte di grave inquinamento ambientale, atteso che da mesi lo scrivente non riesce ad ottenere esiti attendibili di analisi delle emissioni atmosferiche richieste con Nota n.429 nel 19/08/2003, che ad ogni buon fine si allega in copia, nè altra documentazione idonea anche al fine di legittimare l'esistenza stessa dello stabilimento sfornito, allo stato attuale, di qualsivoglia autorizzazione all'esercizio di industria insalubre. Ciò premesso, al fine di tutelare adeguatamente la salute degli abitanti di Adelfia, si propone l'adozione di un provvedimento di chiusura o di sospensione dell'attività fino all'acquisizione della documentazione richiesta dallo scrivente ed alla Valutazione degli Atti, finalizzata al successivo rilascio del Decreto di Industria insalubre con le prescrizioni di esercizio che si riterrà opportuno adottare a tutela dell'ambiente fisico e della salute dei residenti."

- Il 3 dicembre 2003 la Provincia di Bari scrive a SAPA Srl, Sindaco di Adelfia, Commissario Delegato per l'Emergenza rifiuti in Puglia, Regione Puglia, Carabinieri del NOE di Bari e ASL comunicando: "Di seguito alla nota raccomandata con avviso di ricevimnto n.3246 dell'1 ottobre scorso e all'ulteriore sopralluogo effettuato dal Nucleo Operativo di Tutela Ambientale (NOTA) di questa Amministrazione, si diffida codesta ditta a provvedere, entro e non oltre gg. 60 dal ricevimento della presente, alla rimozione e smaltimento, presso impianti regolarmente autorizzati - ex art. 28 D.Lgs n.22/97 - dei rifiuti presenti presso il proprio impianto, dandone comunicazione a questa Amministrazione."

- Nel mese di dicembre 2003 viene effettuato un sopralluogo della Polizia Municipale in cui si contestano al titolare della ditta una serie di inadempimenti e contemporaneamente lo si invitava a presentare documentazione probante la qualità delle emissioni in atmosfera (nota prot. n. 19700 del 02/12/2003).

 - Il 16 dicembre 2003 il Sindaco di Adelfia Francesco Nicassio indice una conferenza di servizi con la ASL, nella persona del Dott. Crocitto (nota prot. n. 20379 del 16/12/2003), svoltasi il 18 dicembre 2003. Sal verbale si legge: "Ad avviso del Dott. Crocetto la SAPA per regolarizzare a norma l'azienda deve cambiare il bruciatore da a sansa a metano o gpl [...] Inoltre i fanghi non devono contenere sostanze che ne comportino l'esclusione dalla prima e seconda classe del decreto Ronchi."

- Il 22 dicembre 2003 con nota prot. n. 591, l'ASL comunica alla SAPA di esprimere parere favorevole al rilascio dell'Autorizzazione di industria insalubre a patto che:
1) Ponga a termine i contratti per attività non compatibili;
2) I fanghi  rivenienti da procedimenti deporativi siano rifiuti speciali non pericolosi di cui all'art. 7 sub 3 DLgs "Ronchi" n. 22/1996;
3) Il trattamento dei fanghi avvenga esclusivamente nell'area ad esso destinata ed all'interno dei capannoni;
4) L'alimentazione del bruciatore del forno essiccatore venga modificata in metano o gpl, in quanto la combustione della sansa "esausta" non garantisce protezione da fenomeni anche di grave inquinamento e da inconvenienti igienici per la popolazione residente.

mercoledì 1 agosto 2012

Bando selezione personale ex-UMA...quando l'ampio respiro diventa fiato corto

E' stato indetto un apposito bando di selezione pubblica per titoli per  il conferimento  di  incarichi  ex  UMA.

In breve  sono state trasferite dalla Regione Puglia ai Comuni, le funzioni e compiti amministrativi già svolti dagli Uffici Agricoli di Zona (UU.AA.ZZ.) in materia di agevolazioni fiscali per gli utenti di motori agricoli (U.M.A.) e al rilascio dei buoni di prelevamento.

La Regione Puglia ha in parte trasferito ai Comuni facenti richiesta i dipendenti già in organico. Gli altri, invece procedono autonomamente nei modi più svariati. Il comune di Bitonto o Scoranno (LE) ad esempio hanno deciso di far gestire a dipendenti già in pianta organica stabile questo compito.Qui la delibera del Comune di Scoranno

Il comune di Adelfia, ha legittimamente ritenuto che il suo personale sia già esiguo da dover produrre un apposito bando di selezione. Tuttavia, come dice un vecchio adagio, il diavolo si nasconde nei dettagli.

Nel bando in oggetto ci sono delle anomalie che lasciano quanto meno riflettere. Innanzitutto il lavoro è sostanzialmente amministrativo e quindi circoscrivere il tutto a persone con diplomi e laurea nel settore agricolo è una forzatura. Tuttavia, dato che evidentemente il comune vuole (probabilmente) risparmiare tempo in formazione ha ritenuto di restringere il campo.

Ma è nei requisiti che qualcosa mi sfugge. Nel punto 6. si afferma " Titolarità di attività lavorativa ubicata sul territorio comunale;". Detto in parole semplici se uno di Valenzano ha tutti i requisiti ma non ha "titolarità di attività" nel comune di Adelfia è escluso. Il tutto mi lascia perplesso, tanto da ritenerlo inverosime. Ma tra i documenti da allegare alla domanda si richiede " Residenza di vita privata e lavorativa in Adelfia". Quindi non solo si deve lavorare ad Adelfia ma essere pure residenti. Il motivo secondo cui uno che ha la "titolarità di attività" di Adelfia sia migliore ( perchè l'obbiettivo dei concorsi è selezionare i migliori) di uno che lavora in un qualsiasi altro comune d'Italia non è dato a sapersi.

Ma proseguiamo. Scorrendo il bando nella parte che individua i meccanismi di attribuzione dei punteggi proseguono quelle che per me sono ingruenze. Per il diploma di perito agrario, giustamente, si attribuiscono maggiori punti a chi ha preso un voto maggiore. Tuttavia questo meccanismo, certamente più corretto, si dimentica di inserirlo per chi ha invece preso una laurea triennale e/o specialistica. Insomma un diplomato con il massimo dei voti prende massimo 1,50 punti. Uno con Laurea Specialistica ( non importa se ha preso il minimo o 110 e lode) ne prende 4. Continua a sfuggirmi la logica del bando.

Ma ancora. Magari sarò capzioso (ricordo che parliamo di semplice attività amministrativa e di pratiche) ma vengono attribuiti maggiori punti a chi ha svolto attività libero-professionale per più anni. A prima vista ha una logica. Se svolgo quell'attività professionale da 30 anni (probabilmente) sarò più preparato di uno che svolge la stessa attività da 10. In realtà è una forzatura. Paradossalmente se ho fatto il dipende in un'azienda nel settore in questione (magari per 20 anni) e ho deciso di mettermi in proprio con una mia attività professionale (Sic) ad Adelfia da 10, mi saranno conteggiati solo 10 anni e quindi prendero 2,5 punti mentre il professionista da 30 anni ne prenderà 7,5 (ma entrambi lavoriamo da 30 anni). E assurdità nell'assurdità, magari il dipendente ha pure lavorato come ex UMA proprio alla Regione Puglia

Dove sta in tutto questo la meritocrazia?

Faccio notare, non da ultimo, che il contratto in questione è annuale rinnovabile...non noccioline e poco importa se i contributi provengono dalla Regione Puglia. Che l'ampio respiro stia diventando un lungo e straziante fiato corto?

Antonio Di Gilio

QUI il bando

martedì 24 luglio 2012

IMU...puzza di evasione

Il Ministero delle Finanze ha rilasciato i primi dati degli incassi IMU comune per comune e un dato si evidenzia. Adelfia ha incassato circa il 30% in meno rispetto gli altri comuni a noi vicini.

Il valore è almeno dal punto di vista delle aliquote omogeneo, essendo stata applicata sulla prima rata quelle basi. Nello specifico il comune di Adelfia ha incassato 1.542.609 dall'IMU di cui € 931.402 sono andati nelle casse comunali ed € 611.207 nelle casse dello stato centrale.

Ma è il dato pro-capite che desta qualche perplessità.































Come è possibile vedere da questa tabella nel comune di Adelfia, in termini pro-capite sono stati incassati circa il 30% in meno rispetto alla media degli 8 comuni vicini.
Il dato potrebbe divergere per i seguenti motivi:
  • Mancanza di attività economiche e/o seconde case( e pertanto la maggior parte degli incassi sono sulla prima casa)
  • Una rendita catastale mediamente più bassa
  • Evasione fiscale
Il primo motivo è vero in piccola parte, in quanto se guardiamo ai dati sulla ripartizione tra quanto incassato dal comune (principalmente prima casa) e quanto incassato dallo stato (50-50 con il comune), il rapporto non si discosta dagli altri comuni

Il secondo motivo è poco attendibile in quanto le rendite catastali, stando all'agenzia del territorio, sono omogenee rispetto ai comuni presi in esame

Il terzo motivo sembra per esclusione quello maggiormente possibile.
Insomma, come più volte sollevato, ad Adelfia in fatto di tasse sembra sempre non quadrare qualcosa, che sia ICI, IRPEF o IMU

Antonio Di Gilio

QUI il documento del Ministero

lunedì 16 luglio 2012

Atlante dei tumori in Puglia

Ho contattato alcuni specialisti del settore oncologico pugliese (semplicemente andando su internet e cercando le mail sui siti degli enti ospedalieri) e mi hanno segnalato questo documento.

L'ATLANTE DELLE CAUSE DI MORTE IN PUGLIA, un documento che spiega malattia per malattia, tumore per tumore l'incidenza in ogni comune. I dati sono ufficiali, aggiornati al 2005.

Ricordando che la statistica è una scienza, a differenza delle opinioni che sono e restano chiacchiere, faccio notare come ad Adelfia l'Ictus abbia un'incidenza molto elevata, mentre i tumori polmonari molto bassa.
Insomma gli adelfiesi oltre alla SAPA dovrebbero ben guardare a quanto e come mangiano. Il killer si aggira in cucina. Un documento molto interessante anche perchè segnale comune per comune ogni tipo di malattia e ogni tipo di tumore. un documento da leggere con attenzione perchè ricco di informazioni.

Per la cronaca nessuno ha detto di conoscere la situazione della SAPA e di un presunto boom di tumori ad
Adelfia

Antonio Di Gilio

giovedì 12 luglio 2012

Cristo si è fermato...ad Adelfia

Non so se qualcuno abbia mai letto "Cristo si è fermato ad Eboli" di Levi ma quel libro ben rappresenta la situazione adelfiese.

Troppa gente, negli ultimi tempi, nel nostro paese ha evidentemente acquisito la laurea in Medicina, Chimica e Biologia, da poter sentenziare dell'eccesso e della forte incidenza tumorale nel nostro paese.
Sin dalle scuole elementari, insegnano che ogni tesi deve essere supportata da alcune fonti e che quelle fonti siano attendibili.

La fonte, nel caso adelfiese è la piazza. Centro scientifico, religioso, filosofico della società adelfiese. Il chiacchiericcio è in grado di "scrivere" e tramandare verità inoppugnabili che nessuno è in grado di mettere in discussione. La logica è sempre la stessa. Se in molti dicono una cazzata, quella cazzata non può che essere vera. Insomma il medioevo.

Tuttavia, internet è in grado di fornire una grande quantità di informazioni ed è necessario solamente ricercarle. Pesa constatare che siano tanti i giovani che dovrebbero avere le capacità per poter trovare le informazioni, ma in maniera degna della mentalità canne-montronese ( o montro-cannetano per non offendere chi debba venire prima nella definizione) si lascia trascinare dalla corrente.

Mi ci sono voluti 30 secondi di orologio per trovare il seguente documento della Regione Puglia e del centro epidemiologico-tumorale della regione (contenente i dati ISTAT) . Lo potete scaricare QUI

I dati sono riferiti al 2005. E' attualmente il più aggiornato, ma il nostro comune ( che dovrete individuare nelle cartine geografiche-il90% non sarà in grado) non è assolutamente "tra i comuni con la più alta incidenza"-anzi.

Segnalo, inoltre, che riuscire ad avere un dato corretto dell'incidenza "territoriale" è praticamente impossibile per il nostro comune che tra gli anni 80-90 ha avuto un forte aumento della popolazione per l'arrivo di numerosi forestieri. Capire l'incidenza degli "autoctoni adelfiesi", nati, cresciuti e pasciuti nel nostro paese non è per nulla semplice.

Per i tanti che nel nostro paese sono allergici alla lettura, perchè come qualche giovane(?) adelfiese mi ha detto "leggere troppo fa male, la vita si fa in strada" vi linko una versione ridotta
http://affaritaliani.libero.it/static/upl/epi/epidemiologia-tumori-salento.pdf

Per il resto,che tristezza

Antonio Di Gilio