![]() |
| Ingresso dello stabilimento |
La Sapa, che si trova in Adelfia, Strada Provinciale 83 Adelfia - Acquaviva delle Fonti km 2,4, era un’azienda che commercializzava concimi organici, posta sotto sequestro dai Carabinieri del N.O.E. nell’ottobre del 2005.
N.B.: L'articolo potrebbe presentare assenza di eventi o imprecisioni. Stiamo lavorando per renderlo il più completo ed affidabile possibile. Invitiamo i soggetti che riscontreranno imprecisioni o carenza di informazioni a farcelo sapere all'indirizzo adelfiaonline1@gmail.com. Grazie per la collaborazione.
- Il 18 novembre 2003, con nota prot. n.551, la ASL scrive al Sindaco: "A seguito del protrarsi di forti lamentele da parte dei Cittadini di Adelfia in merito al diffondersi di fumi ed esalazioni maleodoranti rivenienti dallo stabilimento "Sapa srl" di cui all'oggetto, in particolare nelle ore serali ed all'albeggiare, nella tarda serata del 17/11/2003 lo scrivente ha effettuato un sopralluogo nelle adiacenze dello stabilimento in questione accertando lo sprigionarsi di fumo denso e maleodorante dal camino del forno essiccatore con esalazioni che, a causa del concomitante, forte vento di scirocco, interessavano l'intero abitato di Adelfia. Tale situazione è fonte di grave inquinamento ambientale, atteso che da mesi lo scrivente non riesce ad ottenere esiti attendibili di analisi delle emissioni atmosferiche richieste con Nota n.429 nel 19/08/2003, che ad ogni buon fine si allega in copia, nè altra documentazione idonea anche al fine di legittimare l'esistenza stessa dello stabilimento sfornito, allo stato attuale, di qualsivoglia autorizzazione all'esercizio di industria insalubre. Ciò premesso, al fine di tutelare adeguatamente la salute degli abitanti di Adelfia, si propone l'adozione di un provvedimento di chiusura o di sospensione dell'attività fino all'acquisizione della documentazione richiesta dallo scrivente ed alla Valutazione degli Atti, finalizzata al successivo rilascio del Decreto di Industria insalubre con le prescrizioni di esercizio che si riterrà opportuno adottare a tutela dell'ambiente fisico e della salute dei residenti."
- Il 3 dicembre 2003 la Provincia di Bari scrive a SAPA Srl, Sindaco di Adelfia, Commissario Delegato per l'Emergenza rifiuti in Puglia, Regione Puglia, Carabinieri del NOE di Bari e ASL comunicando: "Di seguito alla nota raccomandata con avviso di ricevimnto n.3246 dell'1 ottobre scorso e all'ulteriore sopralluogo effettuato dal Nucleo Operativo di Tutela Ambientale (NOTA) di questa Amministrazione, si diffida codesta ditta a provvedere, entro e non oltre gg. 60 dal ricevimento della presente, alla rimozione e smaltimento, presso impianti regolarmente autorizzati - ex art. 28 D.Lgs n.22/97 - dei rifiuti presenti presso il proprio impianto, dandone comunicazione a questa Amministrazione."
- Nel mese di dicembre 2003 viene effettuato un sopralluogo della Polizia Municipale in cui si contestano al titolare della ditta una serie di inadempimenti e contemporaneamente lo si invitava a presentare documentazione probante la qualità delle emissioni in atmosfera (nota prot. n. 19700 del 02/12/2003).
- Il 16 dicembre 2003 il Sindaco di Adelfia Francesco Nicassio indice una conferenza di servizi con la ASL, nella persona del Dott. Crocitto (nota prot. n. 20379 del 16/12/2003), svoltasi il 18 dicembre 2003. Sal verbale si legge: "Ad avviso del Dott. Crocetto la SAPA per regolarizzare a norma l'azienda deve cambiare il bruciatore da a sansa a metano o gpl [...] Inoltre i fanghi non devono contenere sostanze che ne comportino l'esclusione dalla prima e seconda classe del decreto Ronchi."
- Il 22 dicembre 2003 con nota prot. n. 591, l'ASL comunica alla SAPA di esprimere parere favorevole al rilascio dell'Autorizzazione di industria insalubre a patto che:
1) Ponga a termine i contratti per attività non compatibili;
2) I fanghi rivenienti da procedimenti deporativi siano rifiuti speciali non pericolosi di cui all'art. 7 sub 3 DLgs "Ronchi" n. 22/1996;
3) Il trattamento dei fanghi avvenga esclusivamente nell'area ad esso destinata ed all'interno dei capannoni;
4) L'alimentazione del bruciatore del forno essiccatore venga modificata in metano o gpl, in quanto la combustione della sansa "esausta" non garantisce protezione da fenomeni anche di grave inquinamento e da inconvenienti igienici per la popolazione residente.

