Il testamento biologico, detto anche dichiarazione
anticipata di trattamento (DAT), è una espressione che indica le
manifestazioni di volontà (generalmente formulate in un documento
scritto) con le quali ogni individuo, in condizioni di lucidità
mentale, decide quali trattamenti sanitari (somministrazione di
farmaci, sostentamento vitale, rianimazione, etc.) intende o non intende
accettare nel momento in cui questi trattamenti siano necessari e il
soggetto non sia più capace di intendere e di volere ovvero non sia più
autonomo.
Al momento il nostro sistema giuridico non prevede una
normativa che disciplina la pratica del testamento biologico. Tuttavia
gli articoli 13 e 32 della Carta Costituzionale conferiscono ad ogni
individuo piena e libera facoltà di decidere a quali trattamenti
sanitari sottoporsi, il che dimostrerebbe l’esistenza di un vero e
proprio diritto all'autodeterminazione, quale specificazione del più
ampio diritto alla dignità umana.
Tutti ricorderanno il caso di Eluana Englaro, conclusa con una causa civile lunga oltre 10 anni e un dibattito politico infinito, in cui ciò che fu calpestato era la volontà della ragazza. (Fonte: Ass.Luca Coscioni)
In tutta Italia, stanno nascendo autonomamente nei vari comuni regolamenti (validi solo per i residenti) in cui i cittadini rilasciano ad uffici preposti la dichiarazione delle proprie volontà sul fine vita. A Milano, io stesso ho depositato il documento attestante il soggetto possessore delle mie volontà.
In provincia di Bari, ancora nessun comune si è predisposto alla redazione del regolamento nè discute sull'opportunità di redigerlo essendo un atto "eticamente sensibile" e quindi politicamente poco opportuno (abbiamo elezioni tutti gli anni e i cattolici estremisti meglio non inimicarseli).
L'associazione Luca Coscioni al sito
ha preparato una bozza di regolamento che numerosi comuni stanno seguendo e deliberando. Se la politica locale si guarda bene da affrontare tali tematiche i cittadini possono presentare un'iniziativa di proposta popolare ai sensi dell'art 58 del nostro Statuto.
Bastano 100 firme di residenti, ma sarebbe utile superare questo numero.
Una volta tanto Adelfia sarebbe la prima in un'iniziativa importante sui diritti civili.
Gli interessati possono contattarmi e magari organizzare una raccolta firme.
Vi lascio con questo video
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Antonio Di Gilio
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