giovedì 2 agosto 2012

Lo sconforto non mi basta, se pago pretendo il servizio

Sulla pagina ufficiale Facebook del Sindaco Antonacci è possibile scrivere domande dirette al nostro primo cittadino il quale, nei limiti del possibile, risponde. E' sicuramente uno strumento straordinario perchè è un metodo trasparente di amministrazione

Scorrendo la pagina ho letto la seguente conversazione


La risposta del sindaco mi ha lasciato al quanto interdetto. Innanzitutto vi è una palese ammissione da parte del Sindaco Antonacci dell'inadempimento da parte della ditta nel rispettare il capitolato ossia del contratto.

Ma ciò che ancora di più mi indispettisce è nella soluzione che lui offre. Semplicemente si sconforta. Il rappresentante di un'istituzione dello Stato Italiano, nonché avvocato invece di rifarsi alle norme e alle leggi, prende atto e si sconforta.


Immaginate. Sottoscrivete un contratto in cui voi pagate una somma dietro corresponsione di un servizio. Cosa fareste se la controparte non adempisse, al servizio per cui avete pagato? Vi sconfortate? Non credo proprio.



Vi sembrerà strano ma il codice civile addirittura osa parlare di risoluzione del contratto per inadempimento e, pazzesco, di risarcimento del danno. Infatti l'art. 1223 del c.c. afferma:

Il risarcimento del danno per l'inadempimento o per il ritardo deve comprendere così la perdita subita dal creditore come il mancato guadagno, in quanto ne siano conseguenza immediata e diretta.” Per perdita diretta intendiamo il danno emergente e il lucro cessante.


Ovviamente, risolvere il contratto per un servizio come quello della gestione dei rifiuti da un giorno all'altro è impossibile. Ma mi sconforta non una ditta che “sotto gli occhi di tutti disattende” il capitolato, ma che a pronunciare questa frase sia un'istituzione.


Faccio una proposta. La prossima volta se i cittadini non pagano la TARSU l'amministrazione potrebbe cortesemente semplicemente sconfortarsi invece di mandare la CENSUM a recuperare le somme? Lo gradiremmo di più. Saremmo tutti più sconfortati, ma con il portafoglio pieno.


Antonio Di Gilio