lunedì 8 luglio 2013

Incompatibilità sindaco-parlamentare confermata dalla Giunta delle elezioni

Se qualcuno nutriva ancora qualche dubbio, finalmente è stato accontentato.
La notizia dell'incompatibilità cui sarebbe stato soggetto il sindaco Antonacci in caso di elezione al Senato generò così tanto clamore che lo stesso sindaco avvertì la necessità di smentire tutto sulla sua pagina Facebook (gli interventi del sindaco sono più di uno).


L'atteso "supplemento di valutazione in sede di Giunta per le elezioni, con i tempi necessari al compimento di questa attività" è avvenuto, almeno da parte della Giunta delle elezioni di competenza della Camera dei Deputati. Considerato, però, che la norma riguardante l'incompatibilità pone esattamente sullo stesso piano le cariche di deputato e senatore, possiamo tranquillamente affidarci al deliberato di questa Giunta.

Giovedì 27 giugno 2013 la Giunta delle elezioni si è riunita per l'esame delle incompatibilità ex art. 13, comma 3 del decreto-legge n. 138/2011, convertito nella legge n. 148/2011. Il resoconto è disponibile a questo indirizzo, vediamone i punti rilevanti.

L'onorevole Stumpo (PD) "rammenta che l’avvio della XVII legislatura segna la prima applicazione della nuova normativa, in base alla quale sono da considerarsi incompatibili con il mandato parlamentare le cariche apicali degli esecutivi degli enti territoriali con popolazione superiore alla predetta soglia (5000 abitanti, n.d.r.).
Osserva che nell’ambito del Comitato non sono mancati i rilievi circa la ratio di tale norma, che si inserisce in un quadro normativo non sempre coerente e logico. D’altra parte, si è ritenuto che il compito della Giunta non possa che essere quello di applicare le disposizioni attualmente vigenti, lasciando ad altre sedi eventuali iniziative di adeguamento normativo."


All'inizio di questa legislatura, erano 12 i sindaci-deputati. Alcuni di questi sono già stati dichiarati decaduti dai Consigli Comunali delle proprie città:
- Giampiero Giulietti, già sindaco di Umbertide, decaduto dalla carica di sindaco l’8 aprile 2013;
- Antonella Incerti, già sindaco di Albinea, decaduta dalla carica di sindaco il 27 marzo 2013;
- Dario Parrini, già sindaco di Vinci, decaduto dalla carica di sindaco l’11 marzo 2013;
- Francesco Ribaudo, già sindaco di Marineo, cessato dalla carica di sindaco a seguito delle elezioni comunali svoltesi il 9-10 giugno 2013.
- Angelo Cera, già sindaco di San Marco in Lamis, decaduto dalla carica di sindaco il 17 giugno 2013.
Il deputato-sindaco Marco Marcolin, sindaco di Cornuda, ha inviato una lettera al proprio Consiglio Comunale, con la quale ha comunicato la propria opzione per il mandato parlamentare, mentre Ernesto Magorno, sindaco di Diamante, ha reso noto che il Consiglio Comunale ha avviato la procedura per la sua decadenza.
Coloro che non hanno ancora esercitato l'opzione tra le due cariche sono: Floriana Casellato, sindaco di Maserada sul Piave; Roger De Menech, sindaco di Ponte nelle Alpi; Filippo Piccone, sindaco di Celano; Antonio Placido, sindaco di Rionero in Vulture; Simonetta Rubinato, sindaco di Roncade. Costoro saranno presto invitati ad optare per una delle cariche.


Ormai non ci sono più dubbi: se il PD avesse vinto in Puglia, oggi il sindaco Antonacci sarebbe decaduto dalla carica o lo sarebbe stato dichiarato a breve. D'altro canto, per potersi candidare, il sindaco aveva usufruito di una deroga, poiché il regolamento delle Primarie del PD non glielo permetteva, probabilmente proprio in virtù della legge 148/2011.
E' chiaro adesso il motivo per cui a gennaio Adelfia on-line ha chiesto le dimissioni al sindaco? Non si è trattato di una "occasione ghiotta", ma un modo per garantire subito ad Adelfia un nuovo sindaco già dallo scorso giugno, invece di un vice-sindaco triste traghettatore fino all'anno prossimo.

Resta il rammarico per la mancata trasparenza e il tentativo di gettare acqua sul fuoco da parte del sindaco. Sarebbe stato auspicabile lasciare Adelfia con onestà, piuttosto che nascondere la verità fino all'ultimo. Di contro, la risposta più eloquente è arrivata da quasi 4000 elettori persi.
In fin dei conti, alle "balle" di certa politica, la gente non si è abituata da sola.

Vincenzo Prudente