giovedì 23 ottobre 2014

Sindaco o consigliere regionale? Antonacci si avvale della facoltà di non rispondere

Siamo al deja vu delle politiche del 2013

Molti di voi si ricorderanno la vicenda di incompatibilità che questo blog sollevò in merito la volontà e il tentativo  del sindaco Antonacci di scappare in Senato, lasciando il nostro comune al commissariamento.
Il risultato di quelle elezioni fu clamoroso, con il M5S che sottraendo numerosi seggi all'opposizione, non permise l'accesso al nostro sindaco al Senato della Repubblica che in situazione "ordinaria" sarebbe stata facilmente raggiungibile
Vani sono stati i tentativi di omettere la verità, prima delle elezioni parlando di normativa astrusa e dopo  elezioni "pensando mille volte  prima di lasciare il paese". I cittadini non gli hanno creduto facendo precipitare il PD in quelle elezioni al terzo posto alla Camera dei Deputati a livello locale

Tuttavia, sono trascorsi quasi 2 anni e sembra riproporsi la stessa situazione di incertezza che accompagnò tutto il periodo elettorale.
L'input proviene da un passaggio dell'intervista che il sindaco Antonacci ha avuto durante la Festa dell'Unità locale.
Il buon Vito Mariella, come ho estrapolato dal video del mio amico Massimo Brandonisio, approfittando della discussione sulle primarie in vista delle regionali che si terranno il 30 novembre pone una domanda semplice e diretta: "Lei sarà candidato o no alle elezioni regionali del 2015?"
La risposta del sindaco è disarmante."Mi avvalgo della facoltà di non rispondere".

Tralasciando il tono scherzoso e il tentativo di deviare alla domanda, la questione è dirimente in vista delle regionali.
Sempre in un'ottica di trasparenza, tante volte invocata (quasi sempre tradita) è necessario avere una risposta
Basterebbe anche un semplice "ci sto pensando"

Infatti anche la legge regionale 2/2005 sulle incompatibilità dei consiglieri regionali all'art.6 afferma:

Art. 6
(Cause di ineleggibilità)

1. Oltre ai casi previsti dal primo comma dell'articolo 2 della legge 23 aprile 1981, n. 154, non sono eleggibili a Presidente della Regione e a Consigliere regionale i Presidenti delle Province della Regione e i Sindaci dei Comuni della Regione.

2. Le cause d'ineleggibilità di cui al comma 1 non hanno effetto se gli interessati cessano dalla carica per dimissioni non oltre il giorno fissato per la presentazione delle candidature.


Non c'è nessuna norma astrusa che tenga. La legge regionale è chiara. Non si può essere sindaci e consiglieri regionali contemporaneamente.
Questo non vuole essere un "processo alle intenzioni" come potrebbe far intendere "la facoltà di non rispondere", ma i cittadini hanno diritto di sapere, senza tergiversare cosa si vuole fare da grandi.

Possibilmente prima delle primarie, sicuramente la data scelta per togliere la riserva che darebbe un quadro sull'andazzo e l'aria che tira.

Errare è umano, perseverare è diabolico e la lacerazione tra cittadinanza e maggioranza potrebbe non ricomporsi più

Antonio Di Gilio