sabato 18 ottobre 2014

Tre anni di amministrazione, il PD locale tira le somme...le sue

E' ufficiale. Il PD adelfiese ha avviato la campagna elettorale per le regionali 2015.
Inizia la campagna “Tre anni diamministrazione” sul solco della politica nostrana del “governo del fare”.
Tuttavia, quello che è un evidente spot elettorale, è certamente un utile strumento per comprendere e confrontarsi seriamente su quanto è stato fatto e quanto ancora resta da fare.
Incominciamo con il cartello TRIBUTI.

 Loro sostengono il “Mantenimento degli equilibri di bilancio e del contenimento della spesa, garantendo il mantenimento dei servizi essenziali del cittadino”.Ovviamente è falso. Quando si fanno asserzioni economiche bisogna riportare le fonti. In questo caso è semplice trovarla. I bilanci comunali.
Il mantenimento degli equilibri di bilancio è avvenuto erodendo progressivamente gli avanzi di bilancio degli anni passati (anche se hanno portato in dote una montagna di debiti).
La spesa non è stata assolutamente contenuta, soprattutto quella corrente e nonostante ciò il servizio taxi per l'anziano (giusto per citarne uno) è stato ridotto.

“Pressione tributaria nei limiti della media provinciale e nazionale, con numerose agevolazioni a sostegno delle famiglie disagiate”.

Capisco che politicamente è impossibile dire che la pressione tributaria è salita vertiginosamente, ma camuffarla affermando che è nella media provinciale e nazionale (fonte?) è degno del miglior politichese. Ricordo che gli adelfiesi pagano l'aliquota irpef comunale tra le più alte di Puglia, (7x1000) senza adottare un minimo di progressività. Progressività che diversamente avrebbe dato “sostegno alle famiglie disagiate”.

Non contenti dei poteri impositivi che lo stato centrale ormai concede alle amministrazioni comunali, addirittura si escogitano meccanismi per gonfiare la spesa e quindi incassare di più.

Il mio riferimento è al caso della TARI, giàdenunciato in cui tra le spese della tassa dei rifiuti sono stati inseriti gli stipendi di due dirigenti oltre a quote di utenze elettriche acqua ecc. di alcuni uffici.

Sulla TASI invece le detrazioni hanno seguito non un principio di reddito ( come al comune di Bari) ma di rendita degli immobili in totale sfregio del principio da loro citato di “sostegno alle famiglie disagiate”.

Insomma, questo cartello è tutto da rifare e mi sono permesso il privilegio di correggerlo.
Nei prossimi giorni continuerò con l'analisi di questa campagna.

Antonio Di Gilio