lunedì 12 giugno 2017

NON SI DOVREBBE MALTRATTARE LA CULTURA!

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Giovedì sedici marzo, ho tenuto, nella sala consiliare del municipio di Adelfia, una conferenza (Valorizziamo i doni di Eschilo) organizzata dalla consigliera Viviana Lafirenza. Poiché ad aprile avrebbe dovuto organizzarne un’altra, le ho telefonato tre volte; purtroppo, non mi ha risposto e neppur mi ha richiamato.
            Alcuni giorni dopo, ho incontrato il sindaco Giuseppe Cosola e gli ho fatto notare l’ineducazione di Viviana. Ho aggiunto che, se mi avesse presentato un referente serio, avrei donato un’altra conferenza alla cittadinanza adelfiese e agli altri interessati.
            Apro una parentesi: altri intellettuali, per tenere una conferenza, chiedono ventimila euro. Da oltre vent’anni, le tengo, in tutt’Italia, gratuitamente: tutti, non soltanto i ricchi, dovrebbero imparare a vivere meglio! La vera cultura serve proprio a questo: a vivere meglio!
            In seguito, Giuseppe Cosola mi ha presentato il mio nuovo referente: l’assessore Biagio Cistulli.
            Biagio ed io abbiamo deciso di organizzare, giovedì venticinque maggio, la nuova conferenza (Raggi di sole catoniani) nella sala consiliare del municipio di Adelfia. Per una serie di problemi dell’amministrazione comunale, la data è stata cambiata più volte: mercoledì ventiquattro maggio, mercoledì trentuno maggio ed, infine, martedì sei giugno. Ogni volta che questa è cambiata, ho dovuto richiedere ai miei collaboratori (un presentatore, una cantante e due lettrici) la loro disponibilità. Vi lascio immaginare quanto tempo abbia perso per fare tutte le telefonate.
            Per pubblicizzare l’evento, ho chiesto a Biagio i manifesti di diverso formato: trenta di A3, centosettanta di A4 e duecento di A5. Gli ho pur consegnato una bozza del manifesto che, ovviamente, indicava la prima data: giovedì venticinque maggio. L’assessora Cesaria Giordano ha preparato un bel manifesto a colori. Per vederlo, sono stato costretto ad andare tre volte in municipio: ogni volta, mi hanno fatto attendere circa un’ora.
            Se Cesaria avesse fatto il proprio dovere, non ci sarei andato tre volte: sarebbe bastata una sola volta, la prima. Si evince chiaramente che, per Cesaria e per Biagio, il mio tempo non è prezioso. Il mio tempo è la mia vita. I due assessori hanno riflettuto almeno una volta su questo? Per loro, la mia vita non è preziosa.
            Sul manifesto c’era un errore: ho fatto notare a Biagio che maggio si scrive con la emme minuscola. Mi ha assicurato che l’avrebbe detto a Cesaria.
            Dopo qualche altro giorno, Biagio mi ha detto che i manifesti erano pronti e che sarei potuto andare a prenderli. Me ne hanno consegnati soltanto sessanta di formato A4. Perché? Biagio mi ha rivelato che sarebbero stati affissi dieci o quindici manifesti grandi (un metro per settanta centimetri); i sessanta più piccoli sarebbero serviti per pubblicizzare meglio l’evento. Per sapere quando mi avrebbe consegnato quelli piccolissimi (di formato A5) e per altri dettagli logistici, avrei dovuto telefonargli alle diciotto.
            Mi sono accorto che i manifesti non erano corretti: tra sei e giugno mancava uno spazio, il mese era scritto con la gi maiuscola e, soprattutto, avevano scritto che avrei dovuto tenere la conferenza di mercoledì. Nel 2017, il sei giugno è martedì, non mercoledì! Cesaria e gli altri organizzatori non dovrebbero imparare soltanto la grammatica italiana! Qualcuno ha insegnato loro a leggere un calendario? Quando hanno telefonato a Cesaria per farle notare l’errore, ha risposto che avrebbe preferito non correggere il manifesto perché gli interessati avrebbero compreso che avrei tenuto la conferenza martedì sei giugno.
Perché? Sono un filosofo, precisamente un neoesistenzialista: da una vita, studio come sono fatti gli esseri umani. Vi assicuro che la logica di Cesaria è davvero interessante: perché un interessato, leggendo mercoledì sei giugno, avrebbe dovuto capire che avrei tenuto la conferenza martedì sei e non mercoledì sette? Come avrebbe potuto comprendere dove fosse l’errore? Ho imparato che neppur la logica è una virtù di Cesaria.
Biagio mi ha detto che le tipografie non avrebbero potuto ristamparmi i manifesti: a causa delle elezioni dell’undici giugno, avevano tanto lavoro. Gli organizzatori li avrebbero corretti mettendo un adesivo sulla parola mercoledì e scrivendo con la penna martedì. Ho accettato la soluzione. Si sono chiusi in una stanza del municipio, hanno messo gli adesivi e mi hanno consegnato i manifesti. Ho fatto notare loro che avrebbero dovuto completare il lavoro: avrebbero dovuto scrivere martedì sui sessanta manifesti.
La consigliera Daniela Pantaleo mi ha detto che sarebbe stato giusto collaborare: avrei dovuto scrivere martedì sui manifesti perché avrei tratto vantaggio da questa conferenza; infatti, tenendola, mi sarei fatto conoscere a Adelfia. Le ho spiegato che stavo regalando agli interessati una conferenza che l’amministrazione avrebbe dovuto pagare ventimila euro, che tengo delle conferenze, da oltre vent’anni, in Italia e che, nel paese in cui abito, non ho bisogno di farmi conoscere perché ne ho già tenute diverse. Daniela ha affermato che stavo compiendo un’eccellente azione, mi ha ringraziato, ha scritto la parola martedì sui sessanta manifesti e me li ha consegnati.
Ho consigliato a Biagio di avvisare la tipografia, per evitare di sbagliare pur i manifesti grandi, e mi ha risposto che ci avrebbe pensato lui.
Gli ho telefonato tre volte (alle diciotto, alle diciannove e alle venti e quaranta) e non mi ha risposto; non mi ha neanche ritelefonato. Anche Biagio è un uomo ineducato. A chi avrei potuto chiedere i manifesti di formato A5? Chi era il mio referente? Chi mi ha detto di telefonargli alle diciotto? Biagio.
Ovviamente, ho deciso di non tenere la conferenza e ho avvisato i miei collaboratori.
Giovedì primo giugno, alle venti, mi ha telefonato la cantante e mi ha rivelato che erano stati affissi i manifesti. Sono andato a vederne uno e ho notato che tra sei e giugno era stato messo uno spazio, il nome del mese era scritto, erroneamente, con la gi maiuscola e… Non ci crederete! Non è una barzelletta! Ho letto che mercoledì sei giugno avrei tenuto la conferenza. Sono riusciti a sbagliare anche i manifesti grandi!
Sono tornato a casa e ho ritelefonato a Biagio, il quale, non rispondendomi, mi ha confermato la sua ineducazione.
Esasperato, ho telefonato al sindaco Giuseppe Cosola. Mi ha risposto e gli ho detto che hanno sbagliato pur i manifesti grandi e che, a causa di tanta disorganizzazione, non avrei più tenuto la conferenza. Giuseppe mi ha risposto di essere d’accordo.
Che cosa avrebbe dovuto fare il giorno dopo? Avrebbe dovuto annullare la conferenza. Non l’ha fatto.
Sabato tre giugno, mi sono accorto che avevano corretto pur i manifesti grandi: avevano stampato la parola martedì e l’avevano affissa su mercoledì.
Lunedì cinque giugno, ho deciso di andare in municipio per risolvere il problema. In piazza, a Canneto, ho incontrato Biagio e gli ho fatto notare alcune sue mancanze. Mi ha risposto di avere la coscienza a posto perché ha fatto quello che fa con tutti. Gli ho detto che è libero di organizzare gli eventi degli altri come desidera. Sono Nicola Ambruoso e, da oltre vent’anni, le mie conferenze (che dono con piacere) sono organizzate come dico io, non come desiderano gli altri. Gli è sfuggito un piccolo particolare: ha accettato di organizzare una mia conferenza, non quella di un altro! Ho ribadito anche a lui che non avrei più tenuto la conferenza. Che cosa ha fatto? L’ha annullata?  No! Quando la testa è dura… Ha sostenuto che il sindaco Giuseppe Cosola avrebbe dovuto decidere di annullarla.
Ricordate l’irrazionalità di Cesaria? Biagio desidera superarla. Se Giuseppe avesse deciso di non annullarla, mi avrebbero costretto con una pistola a tenerla? Sono io che decido di tenere una mia conferenza! Sono io che decido di annullarla! Non il sindaco Giuseppe Cosola! Non il presidente Sergio Mattarella! Mi sono spiegato? Tutta questa storia vi ricorda Kafka? A me, sì!
Biagio mi ha detto che si sarebbe impegnato per farla annullare.
Desidero rilevare un paio di particolari interessanti.
Biagio ha affermato che a me non avrebbe dovuto importare che giugno fosse scritto con la gi maiuscola sul manifesto: l’errore sarebbe stato attribuito all’amministrazione comunale, non a me. Non mi sono spiegato bene. Il responsabile di una mia conferenza culturale sono io! Desidero che la cultura migliori la vita degli interessati! Non vorrei che a causa di una mia conferenza gli esseri umani imparassero delle informazioni sbagliate! Gli amministratori dovrebbero impegnarsi a svolgere nel miglior modo possibile i propri compiti (come tutte le persone del mondo), non a cambiare la grammatica italiana! I bambini che frequentano la scuola elementare come dovrebbero scrivere giugno, con la gi maiuscola o minuscola? Gli adulti sarebbero liberi di utilizzare una grammatica diversa?
Biagio mi ha detto anche che io avrei tratto dei vantaggi morali tenendo questa conferenza. Gli ho risposto che io conosco Catone. Inizialmente, avrei tenuto la conferenza per offrire dei vantaggi esistenziali a lui, ai cittadini adelfiesi e agli altri interessati. Biagio mi ha confessato che, sinceramente, a lui non importa niente dei saggi consigli per vivere meglio di Catone il Censore. Poniamoci un importante quesito: Biagio Cistulli è l’assessore alla cultura? No! Chi è l’assessore alla cultura di Adelfia? Il sindaco Giuseppe Cosola, il quale, ovviamente, non può fare tutto! Sino a quando Adelfia (o qualsiasi altro luogo) non avrà un assessore che ami profondamente la saggezza, essa sarà sempre bistrattata! Ritenete che la cultura sia davvero importante? Dimostratelo!
Martedì sei giugno, alle nove, sono andato in municipio. Perché gli interessati non erano stati ancora avvisati che la conferenza non l’avrei più tenuta? Il sindaco Giuseppe Cosola non era in Italia. Chi avrebbe potuto risolvere il problema? Il vicesindaco Costantino Pirolo. L’ho incontrato, gli ho illustrato la situazione e mi ha assicurato che si sarebbe impegnato ad avvisare gli interessati che la conferenza non l’avrei più tenuta.
Alle diciotto circa, sono uscito da casa e mi sono accorto che la conferenza non era ancora, burocraticamente, stata annullata. Sono giunto al municipio e, soltanto sul manifesto affisso vicino ad esso, ho potuto, finalmente, leggere una parola meravigliosa: ANNULLATO. In verità, conferenza è di genere femminile: avrebbero dovuto scrivere che era stata ANNULLATA. Non potremmo pretendere troppo da un’amministrazione che maltratta la cultura e la grammatica! Il messaggio è parzialmente giunto agli interessati. Dalle diciotto alle venti e un quarto, sono stato sulle scale del municipio. Ho spiegato alle persone che sono venute per ascoltare la mia conferenza che ho dovuto annullarla a causa della disorganizzazione dell’amministrazione comunale. Anche questi interessati hanno perso il proprio prezioso tempo, una porzione di vita. Da questa vicenda, abbiamo pur imparato che agli amministratori adelfiesi non importa che i cittadini sprechino una parte dell’inestimabile esistenza.
Mi sorge una domanda: se un’amministrazione non fosse interessata al miglioramento della vita dei cittadini, quali sarebbero i loro reali interessi?
Tengo a precisare che non ho mai votato in vita mia perché non credo che la politica possa migliorare questo mondo: potrebbe farlo soltanto la cultura! Da questo, si evince che la presente denuncia non è di natura politica. Ho soltanto voluto rilevare che la cultura meriterebbe di essere trattata meglio. Siete d’accordo? In altri paesi, essa è rispettata maggiormente. Andrò in uno di questi a tenere la conferenza che l’amministrazione di Adelfia non si è impegnata ad organizzare bene: Raggi di sole catoniani.
Vi ringrazio per l’attenzione profusa.

Adelfia, dodici giugno del 2017

Nicola Ambruoso