sabato 21 novembre 2015

Alveo torrentizio: una storia lunga 13 anni, costata milioni di euro e con un progetto di nuovo calato dall'alto

Riassunto delle puntate precedenti
- Il Consiglio Comunale con delibera n. 33 del 30/9/2002 presenta il progetto avente per oggetto “Area attrezzata per mercati,fiere,luna park e parcheggi tra le vie Vittorio Veneto,Dalla Chiesa e Vivaldi”,a cui segue ’autorizzazione paesaggistica n° 5925 del 22/4/2004.  rilasciata dal Dirigente del Settore Assetto del Territorio del Comune di Adelfia,
- Con Decreto n°10579 del 18/6/2004 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali -Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Puglia -ha annullato, la predetta autorizzazione paesaggistica comunale.
- Il Comune di Adelfia proponeva il ricorso dinanzi al T.A.R. contro la Soprintendenza per i Beni Architettonici  ma  Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia -Sezione Terza, con sentenza n° 6236 del 23/12/2004,respinge il ricorso comunale
- Il Comune di Adelfia ha successivamente predisposto una variante tecnica al progetto originario che prevede la sostituzione della tombatura di ml 160 dell’impluvio ed il collegamento dell’area mercatale a via Della Chiesa con due attraversamenti-ponti sul canalone-impluvio, denominato “torrente Montrone”, di cui uno carrabile e collocato  ed uno invece pedonale.
- In data 31/1/2005 il Comune di Adelfia,relativamente alla variante tecnica al progetto originario, ha rilasciato una nuova autorizzazione paesaggistica, questa volta, vistata favorevolmente dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali -Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Puglia con nota n 1284 del 15/2/2005,
Fin qui a mio parere si era raggiunto il giusto compromesso e i lavori avrebbero potuto procedere. Tuttavia in data 17/6/2005 il cantiere è stato oggetto di sequestro penale preventivo ad opera dei N.O.E. - Nucleo Operativo Ecologico a seguito di un esposto pervenuto presso il servizio Urbanistica, la Giunta Regionale, intimava all’Amministrazione Comunale di Adelfia,di sospendere immediatamente i lavori in corso 
 nonché a provvedere al totale ripristino dello stato dei luoghi al fine di evitare gravi ed irreversibili deturpazioni della peculiarità paesaggistica direttamente interessata dalle opere in progetto ovvero della lama “Torrente Montrone”. 
 Con nota prot.del 4/11/2009, il Comune di Adelfia ha chiesto il riesame della pratica in argomento specificando che “allo stato degli atti ....... Il progetto riformulato non prevede piu’ la tombatura dell’impluvio ma un solo sovrappasso carrabile; non apporta variazioni all’andamento topografico e morfologico dell’area di pertinenza,né compromissioni idrauliche,con assetto orografico immutato non essendo prevista alcuna opera in elevazione e/o di deviazione; l’impluvio esistente conserva la propria funzionalità naturale di raccogliere le acque piovane per il naturale deflusso a nord),in area libera da vincoli (canale artificiale all’interno dei territori costruiti) non ha piu’ ragione di essere ed è ostativa ai lavori urgenti e indifferibili di messa in sicurezza del cantiere e di sistemazione idraulica del tratto di lama Montone sul quale non è stato previsto l’intervento da parte delle ferrovie Sud-Est nel progetto raddoppio della linea Bari-Adelfia-Putignano,

Parallelamente all vicenda alveo si apre nel 2005 quella penale dopo il sequestro del NOE che si chiude con un nulla di fatto. 

E arriviamo alla cronaca degli ultimi giorni
Il sindaco Antonacci ci aggiorna dell'iter burocratico in corso in merito ai lavori dell'Alveo e presenta come ormai suo solito le solite immagini in CAD di "Gabbia di Leoni Memoria" (strano che per le piste ciclabili non ci fossero) sorvolando su una vicenda costata tanti soldi è che la nostra area politica (mi ci metto pure io) ha ostacolato. All'epoca sono stato contrario al primo progetto (pur non essendo ancora entrato nell'agone politico), ma l'intervento del Ministero dei Beni Culturali prima e la presentazione del secondo progetto poi ( il TAR si sarebbe potuto evitare) avevano raggiunto un ottimo risultato.
Invece tutto si è complicato con la denuncia al NOE e tutto quello che dopo è successo.
Tuttavia rivangare il passato può essere operazione al quanto inutile anche se qualche scusa va fatta (io per primo per essermi trincerato su posizioni partitiche) ma veniamo ad oggi.
Nel 2009 il Sindaco Antonacci all'epoca in corsa per la ricandidatura (poi vinta) a consigliere
provinciale rilasciava al giormale di partito una "lettera aperta" che potete leggere QUI in cui affermava"...occorre uno studio particolareggiato dell’intera area, ......per poterli superare, trasformandoli in una grande opportunità di crescita. Realizzare un enorme parco urbano o un’area parcheggio, piuttosto che una zona sportiva o di relax, o tutto questo assieme e mille altre cose ancora, non possono essere idee frutto dell’improvvisazione, ma soluzioni urbanistiche che richiedono approfondimento e studio di dettaglio.....Auspico quindi, che l’intero Consiglio Comunale, senza distinzioni di appartenenza, torni a riunirsi e discutere, dandosi tempi brevi nella ricerca di una soluzione condivisa che possa superare definitivamente il blocco del cantiere e perseguire il bene comune."

La soluzione condivisa è stata la cantilena dei quasi ormai lunghi 5 anni di questa amministrazione purtroppo disattesa. L'elenco ormai è infinito. Parte da Piazza leone XIII, passa per la Gabbia dei Leoni (progetto 1 e 2), sterza sui bilanci partecipati, si scontra con le piste ciclabili e adesso si schianta sull'Alveo.
Caro Sindaco, spettabili membri della giunta, c'è almeno una cosa, dico una, che avete condiviso non dico con la cittadinanza o con tutti i membri del Consiglio Comunale, ma almeno con tutta  vostra maggioranza?

Antonio Di Gilio