sabato 22 dicembre 2012

Verso un posto al Sole

E' ufficiale, anche il nostro sindaco, Vito Antonacci, parteciperà alla corsa al Parlamento.

La notizia, nonostante la preventiva certezza di molti, è stata confermata nelle ultime ore poiché il regolamento per le primarie del PD stabisce che: "I parlamentari europei, i Sindaci dei Comuni superiori ai 5.000 abitanti, i Presidenti dei Municipi/Circoscrizioni delle città metropolitane eletti direttamente, i Presidenti di Provincia e di Regione, gli assessori e i consiglieri regionali in carica, in Enti in cui non sia già stato disposto lo scioglimento, non sono candidabili, salvo deroghe motivate, richieste al Comitato nazionale elettorale entro il 19 dicembre, che si pronuncia sull’accoglimento o meno, d’intesa con i Segretari regionali, entro le 24 ore successive;"

Il sindaco Antonacci ha chiesto ed ottenuto la tanto desiderata deroga dal Comitato nazionale elettorale, e adesso dovrà cedere il posto di Segretario provinciale del suo partito.

Per completare il discorso sulla candidatura, secondo la Legge italiana l'incompatibilità tra le cariche di sindaco e parlamentare esiste se si è già sindaco di una città con più di 20.000 abitanti e si è poi eletti in Parlamento. Questo significa che il nostro primo cittadino può fare il parlamentare continuando ad essere formalmente sindaco, poiché il nostro paese conta poco più di 17.000 abitanti.

Il sindaco, quindi, non è costretto a rimettere il suo mandato anche in caso di elezione a parlamentare, e credo che non lo farà, soprattutto per onorare la promesse della scorsa campagna elettorale.
Una osservazione, però, va fatta. Come potrà, lui, essere presente concretamente come Sindaco del nostro paese, se dovrà sedere ad una poltrona di Palazzo Madama o Montecitorio? Come potrà occuparsi e conoscere in prima persona le questioni locali a più di 400 km di distanza?
Una prima dimostrazione dell'allontanamento che sta per avvenire è stato il Consiglio Comunale di giovedì scorso, al quale era assente. Siamo ormai in campagna elettorale.

Trovo immorale che un sindaco venga meno al suo mandato per altri incarichi più importanti. E' un grave tradimento nei confronti non solo degli elettori, ma di tutta la cittadinanza che egli rappresenta. La Legge lo consente, ma almeno l'etica personale, se ancora esiste in questi ambienti, dovrebbe proibirlo.
Il Sindaco rappresenta il Comune ed è l'Organo responsabile dell'amministrazione, e dovrebbe essere un punto di riferimento per tutta la comunità.

Credo che l'azione più onesta da parte del Sindaco sia presentare le dimissioni, ma già adesso, e non con la certezza matematica di essere eletto. Assumere l'incarico di Sindaco è un atto di profonda responsabilità, non si può metterlo in secondo piano per obiettivi personali. La sola idea di occupare un altro incarico basterebbe a farci comprendere come non abbia davvero a cuore l'amministrazione di Adelfia, ciò per cui è stato eletto. Forse, a questo punto, sarebbe meglio essere commissariati per qualche tempo che avere un non-sindaco.

Siamo in balia delle onde di una politica in cui il cittadino non è il centro della propria attività amministrativa, non è un datore di lavoro che consegna l'onere ma soprattutto l'onore di amministrare un territorio. Per questi uomini, noi cittadini siamo soltanto il trampolino di lancio verso una grande carriera politica, alla faccia della fiducia, dei mandati e del rispetto per noi.

Mi rivolgo adesso ai miei concittadini elettori. Non è da sottovalutare il fatto che gli sia stata concessa la deroga, che il PD definisce "motivata", come avete avuto modo di leggere prima. Ma quali sono le motivazioni? Sono andato a spulciare lo Statuto del PD, e ho trovato qualcosa:
"La deroga può essere concessa soltanto sulla base di una relazione che evidenzi in maniera analitica il contributo fondamentale che, in virtù dall’esperienza politico-istituzionale, delle competenze e della capacità di lavoro, il soggetto per il quale viene richiesta la deroga potrà dare nel successivo mandato all’attività del Partito Democratico attraverso l’esercizio della specifica carica in questione."

A parte le belle parole scritte, è chiaro che il motivo di fondo per la concessione di tale deroga è un altro, ed è dimostrato dal fatto che i beneficiari sono stati pochissimi: Vito Antonacci porta molti voti e ha potuto contraccambiare la candidatura con il suo posto di Segretario provinciale.
Lascio ricavare a voi le dovute conclusioni.

Vincenzo Prudente