giovedì 21 marzo 2013

L'ambientalismo è un optional. Ad Adelfia mancano 135 "lungimiranti" alberi

La politica da decenni proferisce parole che tuttavia si rivelano, per i nostri politici, vuote di ogni significato. Infatti, spesso, sentiamo sui palchi parole che potrebbero sembrare rivoluzionarie, ma che nei fatti si dimostrano senza alcun significato fattuale.

E' il caso della parola ambientalismo.
Termine usato spesso a sproposito, foglia di fico di politiche "progressiste" che nella realtà risultano essere totalmente inadatte o disattese. E le leggi ci sono. E' il caso della legge del 29 gennaio 1992 n.113 che come cita l'art. 1:

"1. In attuazione degli indirizzi definiti nel piano forestale nazionale, i comuni provvedono, entro dodici mesi dalla registrazione anagrafica di ogni neonato residente, a porre a dimora un albero nel territorio comunale. 
 2. L'ufficio anagrafico comunale registra sul certificato di nascita, entro quindici mesi dall'iscrizione anagrafica, il luogo esatto dove tale albero e' stato piantato."

Detto in parole povere, i comuni sono obbligati a piantare, entro 12 mesi dall'iscrizione anagrafica di un nuovo neonato, un albero. Secondo i dati ISTAT nel Comune di Adelfia dal giugno 2011 ( mese di insediamento della giunta Antonacci) al marzo 2012  sono nati 135 bambini a cui sarebbe dovuto corrispondere la posa in dimora di uguale numero di alberi.
In compenso ad Adelfia di alberi se ne sono tagliati e ci si è ben guardati di ripiantarne di nuovi. L'asfalto è la soluzione per tutto. E di questa LUNGIMIRANZA ne sono pure orgogliosi. 

Faccio notare che la legge è del 1992. L'amministrazione Nicassio ci aveva abituati a frasi poco ecologiste (ricordate come voleva risolvere il problema randagismo?), questa al contrario, rivendica con orgoglio la propria lungimirante spinta ecologista. Peccato che disattende quelle poche leggi "ambientaliste" dello stato.

Antonio Di Gilio