domenica 28 ottobre 2012

La Conferenza Cittadina "SAPA" del 25/10/2012

Giovedì 25 ottobre alle ore 18:00 nella sala consiliare del Comune si è svolta la Conferenza Cittadina annunciata nei giorni precedenti. Scopo dell'incontro era quello di far conoscere ai cittadini le modalità e gli strumenti che saranno usati nei lavori di smassamento e di messa in sicurezza d'emergenza dell'area ex Sapa.
Il primo intervento è stato del Sindaco, che ha ringraziato i cittadini presenti ed ha sottolineato come sia importante, in una vicenda così delicata, lavorare tutti nello stesso senso senza distinzioni ed avversità politiche.

Subito dopo, la parola è passata all'Ing. Carlo Ronzino, Responsabile del settore Assetto del Territorio del Comune. L'ingegnere ha detto che l'unica offerta pervenuta per la messa in sicurezza dalle 10 ditte specializzate invitate sarebbe stata aperta il 26 ottobre, e che in poco tempo la gara sarebbe stata aggiudicata; che i lavori dureranno circa 60 giorni, e gli esiti della caratterizzazione dei rifiuti stabiliranno il costo della bonifica; che la Regione Puglia ha preso un impegno informale a finanziare ulteriormente i lavori.

A quel punto ha preso la parola l'ing. Massimo Guido, direttore tecnico della EcoLogica Srl, la ditta che ha preparato il progetto della messa in sicurezza.
L'ingegnere ha raccontato in breve la storia: nell'ottobre 2005 l'azienda viene sequestrata per un traffico illecito di rifiuti pericolosi, nel 2009 la Regione inserisce il sito nel Piano Regionale delle Bonifiche, nel 2011 arriva il finanziamento di € 570.000,00, nel giugno 2012 si verifica l'incendio.

A quel punto, diversi cittadini hanno chiesto che fine avesse fatto la gara della caratterizzazione avviata il 30 dicembre 2011 e scaduta il 30 marzo 2012. Alla domanda ha risposto l'ingegner Ronzino, un po' in difficoltà, dicendo che la caratterizzazione riguardava non i rifiuti ma la conoscenza dell'intero sito, che erano arrivate 17 offerte molto complesse da verificare tutte e che alla gara avrebbe fatto seguito una procedura lunga e complessa che avrebbe portato via mesi. L'ingegnere ha aggiunto che la gara è stata revocata dopo l'incendio (Determina n.819 del 24 luglio 2012), ma motivi validi che spiegano i quasi 3 mesi di nulla totale (dal 30 marzo al 17 giugno) non ce ne sono. Certo, col senno di poi potremmo dire che è stato meglio non aprire quelle buste, ma la "dormita" c'è stata.

La parola è tornata poi all'ingegnere, che ha iniziato a spiegare la situazione e i lavori con l'ausilio di alcune slides.Qui di seguito, in breve, troverete il discorso.

N.B.: Le immagini utilizzate sono state prese dagli elaborati presenti sul sito del Comune di Adelfia: LINK

Questa era la situazione dei cumuli prima dell'incendio, precisamente nel gennaio 2012:


L'erba ha potuto prosperare perchè i cumuli sono pieni di sostanze organiche, quindi fertilizzante.
Questo invece è lo stato odierno dei cumuli, dopo l'incendio del 16-17 giugno 2012 che ovviamente ha
bruciato tutta l'erba:

                  
Come si può notare, il materiale appare molto polveroso e friabile. L'incendio ha creato una sorta di crosta superiore, al cui interno è tutto bruciato. Per rendere più facile l'idea, l'ingegnere ha fatto l'esempio del panzerotto, croccante e tiepido fuori, morbido e bollente all'interno.





Tale situazione, non ha permesso agli operai di effettuare i rilievi topografici, poichè appena vi mettevano piede sopra, i cumuli sprofondavano e si alzava la polvere. E' stato necessario utilizzare un carrello elevatore, sul quale è stato posizionato un Laser Scanner Terrestre.
 



Questo è il risultato del rilievo:




Partendo da un'altezza base di 186.3 metri sul livello del mare, dal grafico risulta che l'altezza massima dei cumuli raggiunge i 9 metri.
Il colore bianco rappresenta le quote più alte, il verdino quelle più basse.





Questo grafico mostra invece a grandi linee la temperatura dei cumuli. La foto è stata scattata dalla Guardia di Finanza pochi giorni dopo l'incendio.

  



 
 In questi due rilievi termografici sono marcati i punti più caldi rilevati, i punti meno caldi e la differenza tra i due dati. Nella foto di sinistra, il punto più caldo è uno dei tre focolai che hanno continuato ad ardere nei giorni successivi l'incendio.
I rilievi sono del 30 luglio 2012.





Questa è l'intera area, divisa in 5 zone (A,B,C,D,E)


La Zona A contiene 16.804 metri cubi di materiale;
La Zona B contiene 1.066 metri cubi di materiale;
La Zona C contiene 871 metri cubi di materiale;
Totale materiale: 18.741 metri cubi su una superficie di circa 8.000 metri quadri.

La Zona D verrà utilizzata per deposito temporaneo dei cumuli durante i lavori,
La Zona E verrà utilizzata come area di cantiere.



Nelle conferenze di servizi è stata definita la procedura dei lavori in fasi:
- Fase 1: "Smassamento e raffreddamento dei cumuli giacenti all'interno dello stabilimento";
- Fase 2: "Caratterizzazione cumuli secondo le norme UNI 10802";
- Fase 3: "Rimozione e destinazione a smaltimento e/o recupero dei cumuli"
Le tre fasi complessivamente sono definite "Messa in sicurezza d'emergenza".
Il progetto attualmente esecutivo riguarda la Fase 1 e la Fase 2, che si svolgeranno contemporaneamente.
 Le tre fasi a loro volta sono suddivise in fasi minori.

La Fase 1 si divide a sua volta in:
- Apprestamento di cantiere;
- Preparazione della zona D;
- Apprestamenti di lavori;
- Smassamento e raffreddamento;
- Controlli e monitoraggi;
- Spostamento e deposito di cumuli smassati.

 La Fase 2 si divide in:
- Piano di campionamento ed indagini;
- Movimentazione materiali per i campionamenti;
- Campionamenti ed analisi.

Al termine della Fase 2 si conoscerà la composizione di quei materiali e quindi si potrà sapere dove potrà essere smaltito quel materiale. Anche il costo della bonifica dipenderà dall'esito della caratterizzazione: se i rifiuti risulteranno recuperabili, i costi saranno molto più bassi; altrimenti, il costo della bonifica si suppone possa essere di circa 2 milioni di euro.

Si entra così nella Fase 3:
- Progetto per la rimozione dei cumuli;
- Trasporto e smaltimento.


FASE 1: APPRESTAMENTO DI CANTIERE



All'inizio dei lavori, sarà costruita una camera, qui accanto raffigurata, nella quale gli operai entreranno a fine giornata (dal lato sinistro), si cambieranno, si faranno la doccia e poi usciranno dal lato destro puliti.






Questa è l'area E, il punto in cui verrà allestito il cantiere.





FASE 2: PREPARAZIONE ZONA D



La Zona D, che ancora non sappiamo se inquinata o no, verrà decespugliata, e verrà steso un telo per proteggere il terreno dalle infiltrazioni nocive. Quest'area riceverà temporaneamente il materiale  smassato.








FASE 3: APPRESTAMENTI DI LAVORI

Questa fase consiste nel creare nella Zona A un'area centrale nella quale far muovere i mezzi (pale cingolate).
Nella figura a lato, l'area individuata è la Zona A1.





FASE 4: SMASSAMENTO E RAFFREDDAMENTO

Durante le operazioni, una termocamera controllerà che non vi sia un calore eccessivo.

Il movimento dei cumuli porta tre effetti:
1) Il materiale viene nuovamente ossigenato;
2) Viene provocata una fuoriuscita di polvere;
3) Viene provocata una fuoriuscita di odori.

Il problema dei focolai che potrebbero alimentarsi verrà risolto attraverso lo spargimento di sabbia, che toglierà l'ossigeno. L'acqua non può essere utilizzata perchè "laverebbe" il materiale inquinato, e il liquido a sua volta inquinato andrebbe a contaminare i terreni.


Il problema delle polveri e degli odori verrà affrontato insieme, attraverso l'utilizzo di un ventilatore ad acqua, il quale nebulizza l'acqua. Il vapore che ne esce, fa sì che le polveri si attacchino alle piccolissime gocce. In questo modo, le polveri cadranno per terra. I risultati ottenuti saranno due: il parziale abbattimento degli odori e il parziale abbattimento della dispersione di polveri nell'aria.





L'acqua nebulizzata potrebbe anche colare. Per questo movito sarà utilizzato l'aspiratore che vedere nella figura accanto, non appena verranno notate fuoriuscite di acqua.






Per maggiore sicurezza, il muro di cinta dello stabilimento verrà "alzato" con una recinzione che aumenterà in contenimento delle polveri. La barriera verrà così alzata a 6 metri. Durante questo passo, un cittadino ha chiesto se non fosse stato più sicuro costruire un capannone temporaneo, visto che i cumuli arrivano a 9 metri e le polveri passeranno molto facilmente.

FASE 4: CONTROLLI E MONITORAGGI

L'emissione delle polveri verrà monitorata istantaneamente attraverso questo strumento. L'ingegnere ha comunicato anche che nelle giornate ventose e nelle gionate di pioggia, i lavori molto probabilmente saranno sospesi, per evitare gravi dispersioni. Anche l'ARPA provvederà al monitoraggio dell'aria alle porte del centro abitato.
Verranno effettuate analisi anche dei pozzi artesiani, per verificare lo stato delle acque.





FASE 5: SPOSTAMENTO E DEPOSITO CUMULI SMASSATI

Con i mezzi, si andrà a prelevare il materiale e lo si depositerà in strati su un'area libera. Il materiale verrà disposto per file, per un totale di 19 nuovi cumuli la cui altezza massima sarà 4,20 m. I cattivi odori che potranno ancora sprigionarsi verranno bloccati dai teli a carboni attivi.

Questo è lo stato attuale dei cumuli confrontato con quello finale, quando saranno tutti coperti ed ordinati:


CRONOPROGRAMMA DEI LAVORI



Nel corso della conferenza, il prof. Schettino dell'Università di Lecce ha proposto l'analisi del suolo e delle acque mediante un'azienda spin-off dell'Università di Lecce (http://www.biotoxen.it/);
E' stata anche avanzata la proposta di costituzione di un gruppo di cittadini che affianchi l'amministrazione nel controllo dei lavori e nel tenere aggiornata la cittadinanza. La proposta ha trovato accoglimento da parte di tutti.

Nella conclusione della Conferenza, il Sindaco ha comunicato (come si può leggere nella Delibera di Giunta n.96 del 26 luglio 2012) che si sta procedendo con l'insinuazione al passivo fallimentare della Sapa Srl, affinchè ogni denaro pubblico speso per questi lavori possa essere recuperato dalla futura vendita dell'immobile.