martedì 19 febbraio 2013

Il Senato conferma l'incompatibilità di Antonacci

Ho contattato per email lo sportello informativo del Senato della Repubblica, attraverso l'indirizzo infopoint@senato.it, trovato sul sito ufficiale del Senato (link).

Ho chiesto informazioni sulla legge 148/2011, che stabilisce come incompatibili le cariche di deputato e senatore con la carica di sindaco di un comune con popolazione superiore ai 5.000 abitanti.

Dopo qualche giorno ho ricevuto la risposta, che ha confermato quello che questo blog ha pubblicato il 26 gennaio (link).


Questo il testo integrale della mail che ho ricevuto:

In base alle legge 148/2011 e alla normativa vigente, si informa che un sindaco è eleggibile al Senato solo se il suo comune ha una popolazione inferiore ai 20.000 abitanti; una volta eletto in Senato, la carica di parlamentare diventa incompatibile con la carica di sindaco se il suo comune ha una popolazione superiore ai 5.000 abitanti.

Inoltre, ai sensi dell'art. 19, c. 4, del Regolamento del Senato, la Giunta delle elezioni "procede alla verifica, secondo le norme dell'apposito Regolamento (v.http://www.senato.it/1055), dei titoli di ammissione dei Senatori e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità".

Cordialmente
DN - Libreria del Senato della Repubblica

Anche il Senato, quindi, ha confermato ufficialmente la validità della norma e lo scenario che si verificherà dopo le elezioni.
Il sindaco è quindi calorosamente invitato a far sapere in anticipo alla popolazione quale sarà la sua scelta nel momento in cui gli verrà comunicato che sarà costretto a scegliere una delle due cariche.

Pubblico uno screenshot della mail, semmai qualcuno dovesse dubitare della veridicità di quanto scritto:


I sostenitori più accaniti e le persone più vicine al sindaco sono altresì invitate a stimolare il sindaco a far chiarezza e dire la verità su questa infelice situazione, anziché fidarsi incondizionatamente delle sue parole ed attaccare chi con tanto lavoro e difficoltà cerca di andare a fondo alle questioni di interesse pubblico.

Vincenzo Prudente